Una lettera per salvare le orchestre italiane

Condividiamo la lettera scritta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dal clarinettista romano Alessandro Schisani. In cui il giovane denuncia la situazione delle orchestre italiane e auspica una riforma, economica e culturale, che dia valore alle realtà orchestrali e all’educazione musicale nelle scuole.

“Gent.le Presidente Giuseppe Conte,

mi chiamo Alessandro Schisani e sono un musicista, studente di clarinetto al Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma, a pochi passi da Palazzo Chigi. Le scrivo per chiederle di porre la Sua attenzione, nel realizzare la manovra 2021 e nel progettare il piano Recovery Fund, alla grave situazione delle orchestre professionali in Italia: sono solo 33, mentre in Germania 129. Londra ha 11 orchestre, mentre Roma solo 3 (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro dell’Opera e Roma Sinfonietta). Negli ultimi 30 anni infatti c’è stata una graduale chiusura di molte orchestre, fino a raggiungere questo numero. Un triste esempio è quello delle 4 Orchestre della RAI: una per ogni grande città, Milano, Torino, Roma e Napoli. Nel 1994 tre di queste sono state chiuse (unica motivazione: necessità di risparmio) e ne è rimasta una sola, a Torino.

Così in Italia la forza-lavoro prodotta dai Conservatori non trova una corrispondenza nel mondo del lavoro. Io, che fin da bambino mi dedico allo studio e al perfezionamento musicale, percepisco delusione e preoccupazione quando il mio Maestro è costretto, amareggiato, a ricordarmi che in Italia non vede più un futuro lavorativo per noi studenti.

Ed è ancora più grave la situazione delle orchestre giovanili, come ricordato più volte dal M° Riccardo Muti: queste sono ancora meno delle professionali e meno rispetto alle altre città europee, dove gli studenti potrebbero invece studiare repertorio e fare esperienza per poter in seguito accedere a concorsi con un bagaglio di esperienze adeguato.

Al primo posto di una necessaria riforma c’è la riapertura di orchestre per aumentare considerevolmente quel numero di 33 orchestre attuali, ad esempio riaprendo le 4 RAI e istituendo Orchestre Regionali (almeno una orchestra stabile per Regione). Ma tale riforma non può non essere più ampia perché in Italia la spesa pubblica per la cultura è lo 0,6% del PIL a fronte di una media dell’1,3% dell’UE (dati Eurostat 2019). Infatti, 1 euro investito nella Musica e nella buona gestione di un Teatro ha una ricaduta di 4 euro sul territorio, perché le persone si muovono e spendono. In più si dovrebbe aggiungere l’insegnamento di Educazione e pratica musicale alle materie scolastiche delle scuole secondarie di II grado, come avviene in tutti gli Istituti europei, considerando anche la nostra Storia e i nostri Musicisti (Verdi, Rossini, Puccini, Vivaldi…) che non possono non essere conosciuti da ogni cittadino.

Il 2021 è stato da Lei definito come “anno delle politiche attive del lavoro”, nell’ambito del “Nuovo Umanesimo” più volte da Lei teorizzato. Questo importante progetto di riforma trova oggi, mentre si progetta il post-pandemia, il momento giusto per essere concretizzato. Ed è la riapertura delle orchestre il primo fondamentale passo verso questo cambiamento.

La mia voce è la voce di tanti musicisti d’Italia che sono costretti ad andare all’estero. Con fiducia affinché non dimenticherà la situazione delle orchestre, le auguro, con profonda stima, buon lavoro”

Alessandro Schisani

Per chi volesse, a questo link è possibile firmare una petizione per la riapertura delle orchestre in Italia.

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