Bubble room, dormire con la vista delle stelle sul cielo di Castellabate

Vivere dentro una bolla non è solo un modo di dire: ora è possibile. Si chiamano bubble room, “bulle” in Francia, il posto dove sono nate. Qui, nel 2006, il designer Pierre Stéphane Dumas inizia a cercare una risposta contemporanea agli alloggi tipici. “In un momento in cui bisogna prendere coscienza dell'impatto delle nostre scelte, anche nel campo del tempo libero, è importante offrire a tutti un'alternativa per ritessere i legami che uniscono uomo e natura”. Così nasce la Crystal Bubble, una struttura composta di un materiale cristallino riciclabile e anti-U, sostenuto da un ventilatore che assicura il rinnovo dell’aria, la giusta umidità e mantiene la pressione interna.

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Il nome ricorda quello di Crystal ball, gioco in voga negli anni Novanta con cui si creavano, soffiando in una cannuccia, delle bolle colorate. “Metti un po’ di Crystal ball sulla cannuccia, soffia, e il mondo cambia colore!”, recitava lo spot. Oggi, dentro quella bolla, ci si può vivere. Ma in Italia di bubble room ce ne sono pochissime. Si contano sulle dita di una mano. In Campania ce n’è solo una: quella di Francesco Cunto. Si trova vicino San Marco, a due passi da Castellabate, paese reso noto dal film Benvenuti al Sud e, ancor prima, da re Gioacchino Marat. Che, vedendo dal castello il panorama magnifico del mare e della costa, pronunciò nel 1811 la frase: “Qui non si muore”. Non poteva però sapere che, 210 anni dopo, un’altra esperienza sarebbe stata in grado di togliere il fiato.

Alla bubble room di Francesco Cunto si accede attraverso un piccolo vialetto in ghiaia. Il terreno dove si trova è molto grande, ricco di alberi e piante fiorite. Ma, ad attirare l’attenzione, è la bolla trasparente. Incastonata tra due ulivi che sembrano cullarla, la struttura si confonde totalmente con l’ambiente. È un turismo sostenibile, detto anche glamping, perché unisce il “glamour” al “camping”. Nella bubble room, infatti, troverete tutte le comodità di un hotel. Prese elettriche, macchinetta del caffè e un calice di vino pronto ad aspettarvi. Qui, però, si ha il vantaggio di non inquinare. Lampade ad energia solare permettono di rispettare la natura.

E il bagno? È poco distante dalla bubble room. “L’ho progettato io, in stile industrial”, racconta Francesco. Ricorda quelli scandinavi: tetto a punta, legno più scuro come pavimento, più chiaro sulle pareti e bianco sopra. Gusto davvero raffinato. Ma la parte più stupefacente è dormire dentro la bolla trasparente. Che, a differenza di altre tipologie, non ha nessun elemento che la sorregge: ma solo l’aria. E questo consente di non avere nessun ostacolo alla vista. Prima di entrare, però, occorre fare attenzione a un particolare.

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Per accedere alla bubble room bisogna prima passare attraverso un piccolo ingresso. Perciò è importante aprire la cerniera iniziale e poi chiuderla. Solo a questo punto sarà possibile utilizzare la seconda cerniera e rilassarsi nella stanza sotto le stelle. Altrimenti? Si sgonfia la struttura. Che però ha il vantaggio di poter essere ripristinata in poco tempo. Quello necessario per godersi il tramonto e la notte .

Dal letto della bubble room di San Marco è possibile vedere tutta Castellabate illuminata, guardare il cielo e cercare le stelle. Quando poi il buio chiude i vostri occhi, sarà l’alba ad aprirli. Svegliandovi per poter contemplare la vallata illuminata nelle prime ore del mattino. Qui non si muore, qui si rinasce.