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Katie Mitchell porta in scena LA MALADIE DE LA MORT: 8 e 9 novembre al Teatro Argentina


La Maladie de la Mort - Bouffes du Nord Theatre, Paris 2018
  • Dove: Teatro Argentina

  • Quando: 8 e 9 novembre, ore 21

  • Costo biglietti: da 12 a 40€

  • Più info: qui


L’acclamata regista britannica, tra le più innovative e trasgressive della scena europea, Katie Mitchell è protagonista sul palcoscenico del Teatro Argentina con la sua prima regia in lingua francese, LA MALADIE DE LA MORTuna rilettura in chiave cinematografica dell’omonima opera letteraria di Marguerite Duras. Profonda esplorazione dell’intimità, del genere, della pornografia e del sesso, la pièce racconta l’impossibilità d’amare di un uomo e una donna restituita dall’adattamento cinematografico con riprese “live”, mantenendo una dimensione misteriosa da thriller psicologico. La riscrittura ad opera di Alice Birch è portata sulla scena da Laetitia Dosch Nick Fletcher, e la voce narrante di Jasmine Trinca. Una grande coproduzione internazionale realizzata da Teatro di Roma – Teatro Nazionale con C.I.C.T. Théâtre des Bouffes du Nord, Teatro Stabile di Torino – Teatro NazionaleEmilia Romagna Teatro FondazioneFondazione Teatro Metastasio – Prato e assieme ad una nutrita schiera di teatri europei. Un uomo aspetta una donna in una stanza d’albergo. È notte: il loro accordo prevede che lei arrivi di notte, silenziosa e remissiva. Tutto ciò che l’uomo vuole, lei deve farlo, e per questo riceverà un compenso. Il prezzo non è importante: l’unica cosa che conta, per l'uomo, è imparare come si ama, come si conosce un corpo femminile. Notte dopo notte la osserva, indagandola, cercando il suo segreto, annaspando nella violenza di un’intimità negata. Marguerite Duras  scrittrice controversa, autrice del celeberrimo L’amante – si insinua nella loro relazione inquieta, inconsueta, ambigua, e racconta l’impossibilità di una intimità autentica, emotiva, sessuale. Per Marguerite Duras, infine, La Maladie de la mort non è altro che l’incapacità di amare. Telecamere filmano simultaneamente gli attori, costruendo minuto per minuto lo spettacolo, nel rispetto delle regole voyeristiche sulle quali si struttura l’allestimento in un gioco di rimandi e visioni. Un punto di vista cinematografico che Katie Mitchell condivide con la Duras: l’intento è quello di restituire la profondità del divario che separa l’uomo e la donna, il maschile e il femminile.