Un inizio d’anno danzante: Roberto Bolle balla con noi su Rai 1

“...Cinque, sei, sette e otto” è questo il ritmo  incalzante con cui è cresciuto il sorprendente Roberto Bolle e come lui qualsiasi ballerino o qualsiasi persona abbia messo piede in una sala di danza. Diventa parte di te, entra nei tuoi geni. Non ti abbandonerà più.

Chissà se quel bambino cresciuto sempre con la sbarra a fianco, pronto a sostenerlo nei momenti più difficili, avrebbe pensato un giorno di trovarsi addirittura dietro una telecamera.

Etoile della Scala di Milano, Pricipal Dancer dell’American Ballet di NY, Bolle è pronto a tornare in tv, il primo gennaio 2019, ma soprattutto la danza è pronta a tornare in prima serata, esattamente quella forma d’arte che sembra lontana, incomprensibile, eppure è sempre pronta a smuovere le nostre emozioni più recondite.

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Saranno presenti le migliori stelle internazionali della danza e molti ospiti della tv. Uno spettacolo in cui Bolle include non solo la danza, ma anche la musica, il teatro, il cinema. Ben vengano spettacoli come i suoi, in cui i mezzi espressivi diventano strumenti per il sociale. Il suo obiettivo è “ segnare un cambiamento culturale “, portare il balletto in ogni casa, cercare di cogliere l’ emotività di ogni persona per dimostrare che la danza non è solo delle ballerine. Un ballerino che sia un etoile, un ballerino di fila o colui che balla, anche solo per piacere proprio, non può essere egoista, altrimenti non arriverà mai a capire l’essenza della danza stessa.

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La tradizione della danza classica, come già accaduto l’anno precedente, la trasforma in innovazione, la mostra sotto un altro punto di vista, come l’ aspettatissimo Pas de deux con un robot. La sua impresa sarà quella di trasmettere in ogni modo, con qualsiasi partner, il suo amore, la sua essenza.

Mentre aspettiamo l’inizio di questo nuovo anno, attendiamo anche questo nuovo inizio danzante, che rappresenterà il suo biglietto d’auguri al mondo culturale. Noi, invece, da parte nostra, auguriamo a chi dedica la sua vita con sacrifici e passione ad una delle arti più sublimi, un nuovo Rose d’ Or Arward.