Tutti i soldi del mondo: Ridley Scott racconta l'epopea del miliardario Getty

Regista: Ridley Scott

Anno: 2017

Durata: 132m

Genere: Drammatico, Thriller

Tutti i soldi del mondo” è uno dei film più chiacchierati degli ultimi tempi: la sostituzione lampo di Kevin Spacey (coinvolto nel vortice degli scandali sessuali che stanno vessando Hollywood) ha generato non poche perplessità, tra chi l’ha considerata una damnatio memoriae quantomeno affrettata, e chi invece una misura precauzionale tutto sommato legittima. Al di là delle speculazioni di natura morale, il lavoro svolto da Ridley Scott per rattoppare gli eventuali rischi economici e mediatici è un vero miracolo tecnico. Il regista, ottant’anni sulle spalle, ha rigirato (in soli nove giorni) tutte le scene in cui era presente Spacey, sostituendolo con l’attore premio Oscar Christopher Plummer. Non solo la narrazione e la fotografia risultano entrambe omogenee e curate, ma la forza del film risiede proprio nell’interpretazione di Plummer, estremamente credibile nei panni del miliardario Jean Paul Getty.

Il protagonista di “Tutti i soldi del mondo” è proprio il vecchio avaro che, nonostante appaia inizialmente come la classica fusione tra Paperon dé Paperoni e Scrooge, riesce tuttavia a rendersi interessante. Probabilmente il merito è ancora una volta di Ridley Scott, che ha rivestito il personaggio di una magnificenza imperiale molto drammatica. La possenza di Plummer è certamente il punto cruciale, elemento che conferisce al film un’aura solenne e corregge in parte le deficienze della componente thriller. Il film ricostruisce il rapimento di John Paul Getty terzo (nipote di Getty senior) da parte della ‘ndrangheta calabrese, famoso fatto di cronaca avvenuto all’inizio degli anni ’70. L’evento ebbe un’enorme risonanza mediatica per l’atteggiamento noncurante del vecchio Getty, che non volle pagare il riscatto (irrisorio se paragonato alla sua fortuna) per la liberazione del giovane.

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Considerato il focus dell’opera, la debolezza del thriller è un passo falso abbastanza grave, tanto più che Scott ha dimostrato in più occasioni (si veda "American Gangster") di saper gestire questa materia in maniera magistrale. Il problema, lungi dall’essere una questione di poca cura o di mal direzione, si riduce principalmente a due difetti strutturali: l’insignificanza del giovane Paul a livello di costruzione del personaggio (suscita una costante antipatia); e l’assenza di una vera a propria indagine. L’uomo della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg), incaricato da Getty per il ritrovamento del nipote, si limita ad assistere la madre del ragazzo (Michelle Williams) nei propri tracolli emotivi. Per il resto del tempo lo vediamo temporeggiare nelle stazioni di polizia italiane senza mai seguire una vera pista o contrattare al telefono con i rapitori. Anche le parti dedicate al sequestro mettono in scena una malavita standard, fatta eccezione per il personaggio di “cinquanta”, un mezzo delinquente che simpatizza con l’ostaggio e smuove, almeno in parte, la piattezza del resto delle dinamiche criminali.

L’attenzione dello spettatore si focalizza decisamente sulle sequenze in cui domina la figura di Jean Paul Getty. Il suo rapporto con le "cose belle" ritenute sincere e perfette (contrapposte all’imprevedibilità delle persone), il suo amore per l’arte e le sue ambizioni tiranniche sono dei cardini intorno ai quali si sviluppa una personalità sensibile, anche se dalla dubbia moralità. Particolarmente riuscita è la scena in cui Getty porta il nipote ancora bambino tra le rovine di Roma, mentre gli narra degli antichi fasti degli imperatori di un tempo: la neve irreale che galleggia nell’aria sembra replicare l’atmosfera de “Il Gladiatore”.

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Il più grande merito di Scott è il saper contaminare qualsiasi genere che affronta con la propria consueta eccessività teatrale. Anche qui, tutte le convinzioni del vecchio si manifestano in gesti artificiosi, evidenziati da tagli di luce netti e contrastati. Questo tocco però non può di certo sostenere da solo l’intera opera, che rimane dunque un’occasione mancata. Con tutta probabilità sarebbe stato molto più produttivo fare un biopic sul personaggio controverso di Getty, confinando il rapimento a vicenda accessoria. Del resto Ridley Scott è un maestro nel rappresentare delle epopee monumentali, e in un’epopea c’è solo un protagonista.

Gradimento Autore: 6.6/10 (Interpretazione: 7/10; Regia: 7/10; Scenografia: 6/10)

Gradimento Amletico*: 6,6/10

Attori principali: Christopher Plummer (Jean Paul Getty); Michelle Williams (Gail); Marl Wahlberg (Fletcher Chace); Charlie Plummer (Jean Paul Getty terzo)

Paese: USA; Regno Unito

Produzione: Scott Free Productions

*Media tra gradimento del pubblico, critica e autore

Imdb: 7,2/10

MyMovies: 3/5