Stanze d'artista. Capolavori del '900 italiano

Costo biglietto: 7,50€ intero; 6,50€ ridotto

Luogo: Galleria d'Arte Moderna di Roma (Via Francesco Crispi, 24)

Periodo: dal 14 aprile al 1 ottobre 2017

Dodici artisti e circa sessanta opere si districano nell’angusto spazio espositivo della Galleria d’arte moderna in via Crispi.

Si incontrano nomi importanti come Carrà e De Chirico, ma anche meno noti come Rosai e Soffici, tutti protagonisti della prima metà del Novecento italiano, con particolare riferimento agli anni ’20 e ’30; periodo troppo spesso vittima di pregiudizi ideologici, che hanno portato a sottovalutare l’importanza di artisti del calibro di Mario Sironi.

L’esposizione è divisa in stanze: ognuna di esse è dedicata ad un artista, e accanto a quadri, disegni, opere di grafica e statue, sono posti alcuni loro scritti tratti da diari e lettere.

Il fil rouge della mostra è proprio la connessione fra brani pittorici e poetici, che trasmette un senso di intimità; le stanze sono luoghi reali e non ideali, dove, osservando i dipinti e leggendo le citazioni, si entra (quasi) in confidenza con gli artisti.

Grande merito dell’esposizione è quello di valorizzare pittori estranei al grande pubblico, come (oltre ai già citati Rosai e Soffici) Massimo Campigli, Ferruccio Ferrazzi, Fausto Pirandello e molti altri.

Fausto Pirandello, figlio del più noto Luigi, dipinse “la palestra” nel 1934. Evidenti le influenze di Cezanne e Picasso in questa tela.

Fausto Pirandello, figlio del più noto Luigi, dipinse “la palestra” nel 1934. Evidenti le influenze di Cezanne e Picasso in questa tela.

 

Buona parte delle opere provengono dalla collezione della galleria stessa, che da quando ha riaperto nel 2011 ha deciso di ruotare l’esposizione, permettendo così di scoprire quadri solitamente in deposito.

Ferruccio Ferrazzi, “la donna fra i sambuchi”, 1917. In questo quadro Ferrazzi abbandona le influenze divisioniste del periodo giovanile per una colorazione molto più accesa, quasi fauves.

Ferruccio Ferrazzi, “la donna fra i sambuchi”, 1917.

In questo quadro Ferrazzi abbandona le influenze divisioniste del periodo giovanile per una colorazione molto più accesa, quasi fauves.

Una mostra consigliata a tutti coloro che vogliono riscoprire un periodo della storia dell’arte italiana tanto importante quanto trascurato: quegli anni Venti e Trenta che, sebbene caratterizzati dalla dittatura fascista, sono stati meno limitanti e retorici in campo artistico di quanto spesso si pensi. 

Nel mare magnum di mostre commerciali prive di contenuti, la Galleria d’Arte Moderna in via Crispi organizza un’esposizione scientificamente valida e interessante: da non perdere.

Voto amletico: 7.5/10