Saligia di Andrea Chisesi: l’inferno è sotto, in fondo a sinistra

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Luogo: Ex-Chiesa del Carmine a Taormina

Ingresso: Gratuito

Periodo: fino il 20 agosto

Saligia: l’acronimo che mette insieme le iniziali dei sette vizi capitali cattolici non è soltanto il titolo della più recente esposizione di Andrea Chisesi. È senz’altro una provocazione ai nostri sensi, in tutti i sensi.

Ed è anche un profondo respiro di sollievo uscendo dalla via principale di Taormina, gremita dai famigerati turisti on the fast track.

Il palco per le 36 opere dell’artista è una chiesa sconsacrata del Settecento, di cui il barocco di un’epoca non ha lasciato troppe impronte - ma decisamente l'architettura contribuisce a creare l’ambiente infernale in cui viene esposta l’ultima opera che provoca brividi, strilli e scatena le più variegate reazioni.

 On your knees...

On your knees...

All'entrata vi è un genuflessorio come il canone comanda in cui il visitatore è invitato a “inserire una moneta” per “avere i suoi peccati perdonati”. Tutto davanti a uno specchio che suscita lo scatto di un bel selfie.

Narciso, ops, Donald Trump rappresenta la superbia: in questa opera l’artista mette insieme pezzi di fotografia raccolti da web. La testa del presidente americano è accollata sopra il torace virile di Schwarzenegger.

Dagli occhi tuttavia non escono raggi rossi del Terminator: essi sono altresì pervasi da un nero che riempi l’anima dell’uomo-superbia - e di chi non ha inserito le monete all’entrata.

Oltre al collage, Chisesi mette in mostra la tecnica mista di fusione tra fotografia e dipinto, alle volte sui suoi stessi scatti. Un esempio è l’opera “smoked” in cui soltanto uno sguardo più attento riesce ad individuare la fotografia sotto le pennellate.

In mostra anche Japan Gang-bang, opera di un collezionista privato che si incastra benissimo nella proposta dell’artista. Ma dopo il piacere sfrenato, scendiamo dal piedistallo: è ora di affrontare l’inferno.

La solo discesa alla vecchia cripta già provoca dei brividi. Ciò vieni ribadito dalla descrizione dell’opera “Devil”: “se esiste il diavolo allora esiste anche Dio”. Una donna che scendeva prima di noi addirittura emette un urlo. Che stiamo per guardare?

Vi racconto: dall'installazione ben poco illuminata nel buio criptico spuntano gli occhi di Hitler sopra un altare insieme all’assassina di bambini Amelia Dyer. Un dipinto per pochi, ma che rappresenta tanti.

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Gradimento: 8/10