L'Amletico

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Pagelle Sanremo 2021, seconda serata: Orietta, che voce! Bugo, ti prego, riprenditi Morgan…

Dopo “l’imperdibile” prima serata di ieri torna il Festival di Sanremo 2021. Tra i look più sexy di Belen Rodriguez della sgargiante Elodie, Amadeus in versione cubista, Fiorello sempre piumato e la bravura disarmante di Laura Pausini, si sono esibiti i secondi 13 Big e le altre 4 Nuove Proposte, completando il quadro della gara. Calo di ascolti e una caterva di indie che nemmeno al Festival di Modena, intervallati dalla treccia lunghissima di Achille Lauro e dal trio giovincello Gigliola Cinguetti, Marcella Bella e Fausto Leali. Quest’anno il livello delle canzoni è talmente basso che Francesco Facchinetti si è ringalluzzito e ha deciso di ridarsi alla musica. Nel 2022 tornerà all’Ariston con “La canzone del capitano 2, la vendetta”. Preparatevi. Intanto ecco le nostre pagelle dei pezzi e il podio de L’Amletico per entrambe le categorie.

BIG

  • Orietta Berti - "Quando ti sei innamorato"

La star d’altri tempi di “Finchè la barca va” torna all’Ariston dopo 29 anni. Ora, alla sua dodicesima partecipazione, si presenta con un’appariscente casacca blu elettrica con due conchiglie ricamate. Non fa le scale, forse per paura di cadere. La canzone è una ballata anni ‘10 su un amore che ti fa perdere il fiato, con testo alla Nino D’Angelo. Però ragazzi, che voce! A 78 anni non sbaglia nemmeno una nota e nel ritornello sale col tono e l’intensità. Ad Aiello potrebbe dare almeno sei-sette ripetizioni di canto. Facciamo anche otto.

Fa sfigurare almeno una decina di giovani ““artisti”” presenti al Festival

Voto: 5 e mezzo

  • Bugo - "E invece sì"

“Che succede?”,“Bugo!!”. Dopo il successo dello scorso anno con il mitico litigio con Morgan sfociato in quel “Le tue brutte intenzioni, la maleducazione…” che oramai sappiamo a memoria, torna a Sanremo per dimostrare di poterci stare da solo. Ci riesce? Ovviamente no. Svociato, quasi afono, come Lino Banfi dopo una maratona, canta un inno all’immaginazione contro chi, fin da bambino, ti “ordina di crescere”. “Non ci avranno mai capiti”. No, Christian non ti abbiamo proprio capito. Non si merita nemmeno un voto.

Ti prego fai pace con Morgan!

Voto: Non classificato

  • Gaia – "Cuore amaro"

Vestita in maniera molto simile ad Elettra Lamborghini lo scorso anno (con frange su braccia e gambe), la vincitrice dell’ultima edizione di Amici, nonché finalista a X Factor 11, debutta all’Ariston. “Cuore amaro” è di un genere tutto suo: una sorta di pop elettro-arabeggiante. Un pezzo da ballare, sensuale, avvolgente, che parla di confusione ed amarezza. Non certo sufficiente per un palco dove hanno cantato Modugno, Mina, Tenco e Mia Martini.

In radio andrà forte, qui no

Voto: 5

  • Lo Stato Sociale - "Combat Pop"

La band oramai nota per la fatidica “Una vita in vacanza” torna all’Ariston con una satira scanzonatissima della musica e della cultura pop italiana. “Nella vita si può anche dire di no, alle canzoni d’amore, alle lezioni di stile, alle hit del mese, alle buone maniere...” cantano. Come dargli torto. Copiano un po’ Edoardo Bennato e durante la loro divertente esibizione il frontman Lodo Guenzi scompare per dare spazio agli altri componenti del gruppo. Nel frattempo spuntano alcune rockstar, visto il ritornello della canzone che ironizza su chi si veste e comporta come loro, imitandoli: Freddie Mercury, Elthon John, David Bowie. Ma anche due rockstar ancora più rockstar di chiunque: il Papa e Charlie Chaplin. Tra una nota e l’altra vere e proprie magie che Arturo Brachetti e Mago Forrest levatevi!

Leggeri, ma simpatici

Voto: 6

  • La Rappresentante di Lista - "Amare"

Ecco Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina. Chi sono? Perché se si scrive “Rappresentante di Lista” sapete di chi si parla? Eleganti come Malgioglio il sabato sera i due cantanti indie si presentano in abiti rosa shocking. Lei è la sorella mancata di Luxuria (si somigliano tantissimo). Ha un’ottima voce, un po’ vecchio stile, e canta un amore che non si limita al romanticismo, ma acquista un senso più ampio. Ritmo serrato, sonorità sanremesi. Se fossimo al carnevale di Rio sarebbero perfetti.

Dolceamari

Voto: 4 e mezzo

  • Malika Ayane - "Ti piaci così"

La sofisticata interprete più volte in gara a Sanremo torna all’Ariston con l’ennesimo brano assolutamente dimenticabile. Non è tutto come sembra, si può dare di più, un invito a godersi la vita e a piacersi. Ritmo sostenuto e indomabile, voce arzigogolata come al suo solito, con i soli due pompon alle braccia che mettono un pizzico di brio al tutto. Uguale a sé stessa nel Festival del 2015, a sua volta uguale alla Ayane del Festival 2013. Una garanzia.

Può sostituire i fiori di Sanremo

Voto: 3

  • Ermal Meta - "Un milione di cose da dirti"

Dal cantante delle sorprendenti “Vietato morire” e “Non mi avete fatto niente” è lecito aspettarsi una grande performance e un bella canzone. Invece questo “Un milione di cose da dirti” è un brano banalotto d’amore (ma dai!) che cresce d’intensità con lo scorrere delle note, ma non colpisce mai. Una ballata più sanremese di Albano travestito da Ron. Ermal invita a tendere la mano e a non aver paura. Anche noi non abbiamo paura di dirgli che fa un po’ pena.

Qualcuno ci faccia una puntura d’adrenalina

Voto: 4 e mezzo

  • Extraliscio feat. Davide Toffolo - "Bianca luce nera"

Loro sono una band “punk da balera”, lui uno dei vertici della musica indipendente italiana e anche un fumettista. Il frontman del gruppo sembra uno scienziato pazzo e potrebbe fare coppia con Max Gazzè in versione Leonardo della prima serata, Toffolo invece ha la sua tipica maschera da scheletro. Sicuramente non si può rimanere indifferenti di fronte alla loro esibizione. Il brano è una sorta di serenata folk gitana dedicata a una cartomante. Chissà se è stata lei a convincerli a partecipare, oppure a convincere Amadeus a prenderli a Sanremo. Probabilmente ha usato anche qualche strana sostanza drogante, è l’unica spiegazione.

Prendi questa mano, zingaraa!

Voto: 2-

  • Random - "Torno a te"

Siamo al rapper della spensierata “Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa”, che ci ha fatto ballare quest’estate. Il 2020 è stato un anno record per Random (beato lui!), passato in pochissimo tempo dalla sua cameretta al top delle classifiche di vendite di dischi. Vorremmo vederlo rappare un testo quantomeno simpatico, invece presenta una canzonetta dal tenue retrogusto soul su un amore desiderato che continua a sfuggire dalle mani. Un po’ come a noi sfugge perché un rapper discreto debba imitare Marcella Bella, reggendo una nota alta su tre. Basta, adesso vogliamo vedere il premier Mario Draghi cimentarsi in un extrabeat alla Eminem! Suggeriamo il titolo: ”Torno a te, Bce”. Assomiglia pure a una rima.

Mostruoso

Voto: 1

  • Fulminacci - "Santa Marinella"

L’astro nascente dell’indie nostrano, nonché nipote segreto di Pablo Escobar (vedere le loro foto per credere), non sfigura. Eravamo pronti a massacrarlo, invece si vede che il ragazzo ha le spalle larghe, prendendo spunto dalla migliore tradizione cantautorale italiana. Canta in maniera convincente una pennellata disincantata di vita insensata, tra le diverse sfumature di Roma e delle località di mare nella sua provincia (come Santa Marinella, appunto). C’è la sua attenta chitarra, ma è l’orchestra a suonare in modo caloroso. L’impressione è che questo giovane in futuro possa fare bene. Per ora è (quasi) sufficiente.

Non male, dai

Voto: 6-

  • Willie Peyote - "Mai dire mai (La locura)"

Dio, grazie. All’unico cantante che nelle nostre pagelle ottiene un voto discreto dedichiamo un commento più lungo degli altri. Willie è una penna arguta, si sapeva. Nei cinque album prodotti fino ad ora ha sempre cercato di unire energia e padronanza del rap con testi che affrontano attualità e temi sociali senza peli sulla lingua. Seguendo il filo de Lo Stato Sociale questo brano ironizza sulla superficialità della musica italiana. Ma sintetizzare così la canzone vorrebbe dire banalizzarla: la musica è solo un furbo pretesto per una satira vera e propria sull’Italietta che tante volte vediamo intorno a noi. “Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte” dice all’inizio la voce di Valerio Aprea, tratta dal geniale “Boris”. “Riapriamo gli stadi ma non teatri né live. Magari faccio due palleggi, mai dire mai” rappa Willie con stile. Può unire pubblico e critica con l’unica canzone pseudo politica all’Ariston. “Pompano il trash in nome del Lol e poi vi stupite degli exit poll”. Tanta verità. Dategli la statuetta.

Intelligente

Voto: 7 e mezzo

  • Gio Evan - "Arnica"

Stiloso come un turista tedesco a Roma ad agosto, con quei suoi pantaloncini verdi e quei lunghi calzini arcobaleno, l’oramai noto “poeta di Instagram” non stupisce certo per il timbro vocale. Teatrale in maniera un po’ esagerata, in questo brano fa il resoconto di una vita passata con la testa e il cuore per aria, senza compromessi. E anche se certe esperienze nella vita fanno male, lui rifarebbe tutto da capo. In effetti l’Arnica è azzeccata, perché a fine esibizione qualche doloretto capillare a chi ascolta viene.

Scomposto

Voto: 2 e mezzo

  • Irama - "La genesi del tuo colore"

Dopo il caso del suo collaboratore contagiato dal Covid, il sex-symbol di Amici si esibisce con un video registrato. Filtri vocali ed effetti speciali per un pezzo veloce e moderno che sconfina nella dance. Sonorità da tormentone estivo, inviti a cantare, ballare e ad emozionarsi fino a piangere. Sarà che il livello generale è basso, ma alla fine questo ci si aspettava e così terribile non è.

Almeno si balla

Voto: 5-

E dopo aver ascoltato tutte e 26 le incredibili, sensazionali, mitiche e metafisiche canzoni dei Big in gara ecco il nostro immancabile podio (non molto difficile da stilare visto che le sufficienze sono 4 su 26).

E invece ecco la classifica provvisoria delle giurie che hanno votato dopo le prime due serate. Che bello essere d’accordo, eh!

NUOVE PROPOSTE

  • Wrongonyou - “Lezioni di volo”

Ritmo orecchiabile, ritornello che rimane in testa. Il cantato è buono, la chitarra lo sovrasta leggermente. Il brano ha come tema centrale il coraggio. Fa capire che non bisogna avere paura di sentirsi liberi e fragili, appoggiandosi a qualcun altro per chiedere aiuto. Corretta la performance, un pochino insulsa la canzone.

Bravino, ma non troppo

Voto: 5

  • Greta Zuccoli - “Ogni cosa sa di te”

Una ballata lenta, lentissima, che parla della scoperta di sé stessi e del senso di sorpresa nel provare a superare i propri conflitti. Un cantato retrò, all’avanguardia solo se fossimo negli anni ‘30. In quel suo abito rosso attillato sembra Levante che ha preso ripetizioni dal compianto Claudio Villa.

Orietta Berti in confronto è una trapper

Voto: 2

  • Davide Shorty - “Regina”

L’ex terzo posto a X Factor 9 non è proprio un giovincello. 31 anni e tanta gavetta alle spalle in Italia e in Inghilterra. Ha faticato molto per arrivare fino a un palco così importante e lo si capisce dalla sua emozione. Il brano è di genere soul-funk, con spruzzate di rap. La voce è sicura e venata di esperienze e vita vissuta. Si tratta di una canzone d’amore dedicata a una donna che ha sofferto traumi e ostacoli. Data la sua bravura ci aspettavamo qualcosa di meglio, ma porta a casa comunque una performance mediocre.

Poteva spaccare, invece no

Voto: 5+

  • Dellai - “Io sono Luca”

Oddio. Questi due sono palesemente i figli gemelli illegittimi di Bugo. No, davvero, la somiglianza è incredibile, anche nel cantato, ugualmente problematico (per usare un eufemismo). Il ritmo del brano è leggero, ma il significato del testo non è per nulla scontato. E’ la storia di Luca, un ragazzo come tanti, che è caduto, si è sentito sbagliato e non adatto. Insomma ha dovuto dare i conti, come tutti noi, con una vita che spesso ci ha insegnato che la realtà può essere più dura di quella che potevamo immaginare. Stonicchiano più di una volta, ma se continuano così sentiremo ancora parlare di loro. Ah no, scusate, ovviamente solo se lo vorranno le case discografiche.

Acerbi, ma promettenti

Voto: 5-

Meritano di passare Shorty e Wrongonyou. E passano proprio loro, incredibile! Almeno con i giovani noi de l’Amletico siamo in linea con le giurie che hanno votato. Ecco allora il nostro podio dopo aver ascoltato tutte e otto le Nuove Proposte: