Michelangelo infinito: tra cinema e documentario

Regista: Emanuele Imbucci

Anno: 2018

Durata: 93'm

Genere: docu-film

Il film sarà in sala dal 27 Settembre al 3 Ottobre

Michelangelo è da solo in un ambiente freddo, squadrato, bianco, una scenografia suggestiva che rimanda ad un cantiere industriale. Una grande pozza d’acqua riflette un blocco di marmo intonso, lo scultore lo contempla, con sfida e fascinazione, al suo interno vede già il piccolo gigante David. Siamo dentro la montagna, nelle cave di Marmo di Carrara, dove l’artista andò più volte per scegliere di persona i marmi migliori su cui lavorare, e dove il Michelangelo interpretato da Enrico Lo Verso rievoca gli eventi principali della sua vita.

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In un altro ambiente Giorgio Vasari, illustre pittore, architetto nonché primo storico dell’arte, interpretato da Ivano Marescotti, ci accoglie per raccontarci del suo amico ammiratissimo, leggendo dei passi dalle sue “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori”. Il luogo, decisamente più ospitale, ricorda quei teatri dove si svolgevano le lezioni di anatomia: le tarsie e la forma circolare sono un invito all’ascolto.

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Questi i due poli che guidano la narrazione di “Michelangelo Infinito”, sesta produzione targata Sky Arte e Magnitudo film, in collaborazione coi Musei Vaticani.

Alla regia Emanuele Imbucci, che, dopo il successo come co-regista in “Raffaello il Principe delle arti”, dirige questo esperimento a metà fra il documentario e il film. Come ci racconta, rispetto alle precedenti produzioni c’è stata una rimodulazione della parte documentaristica ed un approccio più cinematografico. Non si vedono più i grandi storici dell’arte sullo schermo a raccontare le opere, decisione attuata per non staccare il ritmo della narrazione, portata avanti dalla voce narrante che racconta la principale produzione scultorea e pittorica del Buonarroti.

Molte anche le scene di ricostruzione storica della sua vita: lo vediamo ragazzo presso i Giardini di San Marco intento ad apprendere i primi rudimenti scultorei; lo scorgiamo alle prese col colossale David o con la titanica impresa della volta e del Giudizio Universale della Cappella Sistina. Tutte ricostruzioni credibili, nella scelta degli attori, delle location, e soprattutto dei costumi, grazie all’esperta mano di Maurizio Millenotti, celebre costumista italiano pluripremiato per “La leggenda del pianista sull’oceano” di Tornatore.

Il film traccia così un ritratto del grande artista toscano, con l’aiuto anche della tecnologia e delle spettacolari riprese in ultra definizione (4K, HDR), che permettono di vedere nei dettagli più sorprendenti le opere michelangiolesche. Grazie alla tecnologia è stato inoltre possibile ricostruire, con sofisticati effetti digitali, la Cappella Sistina nella sua facies quattrocentesca, ossia prima del distruttivo intervento di Michelangelo. Scopriamo così il cielo stellato di Piermatteo d’Amelia e l’Assunta di Perugino, opere andate distrutte per sempre con il Giudizio e le storie della Genesi.

La buona riuscita del film è dovuta anche alle prove attoriali: Enrico Lo Verso, dopo aver interpretato il padre di Raffaello nella scorso film, ottiene il ruolo difficile dello scontroso genio del Rinascimento (che salto di qualità da Giovanni Santi a Michelangelo!). Nonostante l'accento siciliano, che a tratti emerge, Lo Verso realizza una buona performance muovendosi bene fra le cave di Carrara, in quella scenografia teatrale che deve averlo messo a proprio agio, facendolo sentire su di un palcoscenico.

Anche Marescotti si cala piuttosto bene nei panni del Vasari, ruolo comunque meno fisico e quindi anche meno complesso.

Il vero punto di forza di questo film è tutto il cast tecnico, dalla direttrice artistica Cosetta Lagani alla consulenza scientifica di Vincenzo Farinella, dalla direzione alla fotografia del talentuoso Maurizio Calvesi (già collaboratore di Caligari, Tognazzi, Ozpetek…) alle musiche originali di Matteo Curallo, che contribuiscono ad accrescere le emozioni e il pathos.

Un film d’arte che va sempre di più in direzione cinematografica, seppur ancora non sia emancipato dall’aspetto documentaristico, che racconta in maniera fedele ed emozionante la vita e l’opera infinita di uno dei più grandi artisti che l’umanità abbia mai visto, il quale anticiperà con le sue ultime opere la scultura moderna di oltre tre secoli a venire.

Non è un caso se Rodin dirà di lui: “Tutte le opere che Michelangelo fece sono così angosciosamente oppresse che paiono volersi spezzare da sole. Quando divenne vecchio giunse a spezzarle davvero. L’arte non l’appagava più. Voleva l’infinito.”

Distribuito da Lucky Red in 300 copie, il film sarà in sala per una settimana dal 27 Settembre al 3 Ottobre, mentre andrà su Sky a partire dal 2019. Vista l’altissima definizione è assolutamente consigliato di vederlo sul grande schermo!