L'Amletico

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I consigli musicali di settembre e ottobre

Fear leads to panic, panic leads to pain
Pain leads to anger, anger leads to hate
Yeah, yeah, yeah, yeah, ah, ah, ah, ah
Yeah, yeah, yeah, yeah, ah, ah, ah, ah Danny Nedelko (IDLES)

Arriva l’autunno e in termini discografici si preannuncia una stagione caldissima quanto l’estate. Questi i nostri consigli musicali per il mese di settembre e quello di ottobre. Vi auguriamo un buon ascolto… “Do you hear that Thunder?”

SETTEMBRE

Sufjan Stevens - The Ascension

Il predicatore folk che si priva del banjo e lo baratta per dei sintetizzatori retrofuturistici. Il sogno svanito di una America, oramai deturpata, che apre a una fuga cosmica superando gli argini spazio temporali. In The Ascension Sufjan Stevens adopera slogan e modi di dire per semplificare le cose, si diverte a palleggiare tra stereotipi e canzoni marcatamente pop. Brani orecchiabili, scampanellii e suoni robotici sono il diversivo per esorcizzare la paura di un futuro sempre più incerto e alienante, dove fede e fiducia vacillano senza una reale condivisione.

Lucio Battisti - Rarities

Di Lucio Battisti si conosce e si è ascoltato di tutto. Eppure non si finisce mai di trovare e scoprire materiale, nascosto in cassetti e scatoloni dimenticati. L’ultimo “ritrovamento” è una raccolta di sedici canzoni, nessuna delle quali inedita, in versioni alternative. Dal provino de La Spada Nel Cuore ceduta a Little Tony per il festival di Sanremo a La Farfalla Impazzita, Rarities raccoglie anche il Battisti poliglotta di Una Muchacha Por Amigo e Ma Chanson De Libertè. Un’aggiunta interessante ma non indispensabile nella discografia di un artista enorme della storia della nostra canzone.

IDLES - Ultra Mono

Si scende nell’arena, nel campo di battaglia più rovente. Il terreno ideale degli IDLES, la band di Bristol che in questo decennio ha ringhiato contro ogni nemico, finto perbenismo e abuso di potere di qualsivoglia sorta. Ultra Mono è il terzo incontro/scontro con le taglienti lame arrugginite di Joe Talbot, che sbraita e sputa veleno sugli avversari, e delle chitarre distorte alimentate con polvere da sparo post hardcore. Tutta la rabbia serpeggiante nelle strade inglesi (e non) è rigettata in Ultra Mono, un compromesso tra caos e controllo. Un candelotto di dinamite tra le mani degli oppressi.

Fleet Foxes - Shore

Arriva l’equinozio autunnale e di colpo, in quel preciso momento, ritornano i Fleet Foxes. Silenziosi e senza alcuna promozione i nostri rilasciano un lavoro di quattordici tracce che si traduce in pura esperienza e celebrazione della vita. L’acqua come fulcro e il folk pop e soft rock degli albori rendono Shore un album imprescindibile per gli adoratori della band. La flotta delle volpi continua nella sua incantevole avanzata.

OTTOBRE

Francesco Bianconi - Forever

Era previsto per la scorsa primavera ma l’emergenza sanitaria ha fatto slittare l’uscita di Forever di Francesco Bianconi al sedici ottobre. Il progetto del cofondatore dei Baustelle è in controtendenza rispetto ai due lavori precedenti tanto ricchi di sovrastrutture e quintali di prodigioso pop. Forever si presenta invece scarno e regolare, con la voce e un quartetto d’archi onnipresente a guidare nel profondo chi ascolta i dieci brani del disco. Pochi elementi, talvolta solo due incluso il cantato. Un’opera che mira alla purezza e, visti i sodalizi, a un respiro internazionale.

Bruce Springsteen - Letter To You

Lo scorso anno Bruce Springsteen galoppava solitario in direzione Ovest, alla ricerca di una scrittura ispirata e di un suono country. Seguendo la terra brulla arrivò al traguardo e pubblicò Western Stars. Oggi però il Boss è lieto di annunciare il suo ritorno al fianco della E Street Band e scrivere un’ulteriore pagina della sua longeva carriera. Letter To You è stato completato in soli cinque giorni di registrazione e comprende al suo interno brani inediti e vecchie demo degli anni settanta al tempo scartate. Antichi fantasmi, amici fedeli e un patto incrollabile. Bruce e soci inviano la loro missiva al rock.

Travis - 10 Songs

La band scozzese riesce a racchiudere venticinque anni di carriera in dieci brani di intensa riflessione attraverso un sound folk e morbido rock. La consueta delicatezza della voce di Fran si specchia nelle tranquille armonie dell’album, in bilico tra memoria e nostalgia, rimpianto e pacato ottimismo. 10 Songs è un’incantevole carezza autunnale di una band taciturna e lontana dai riflettori accecanti.