Hiroshige: il “maestro della neve” in mostra a Roma

 Utagawa Hiroshige - Yokkaichi: fiume Mie anche conosciuto come il Primo Tôkaidô o il Grande Tôkaidô. 1833-34 circa / silografia policroma 245 x 350 mm / Museum of Fine Arts, Boston - William Sturgis Bigelow Collection

Utagawa Hiroshige - Yokkaichi: fiume Mie anche conosciuto come il Primo Tôkaidô o il Grande Tôkaidô. 1833-34 circa / silografia policroma 245 x 350 mm / Museum of Fine Arts, Boston - William Sturgis Bigelow Collection

Luogo: Scuderie del Quirinale

Durata della visita: 1h-1h30

Periodo: dal 1 Marzo al 29 luglio 2018

Costo biglietto: 15€ intero; 13€ ridotto

Meravigliarsi davanti a una Roma innevata è un privilegio, una fortuna che capita di rado, inconsueta, non scontata. Ed è stato proprio in questi giorni di fine febbraio che la capitale ha ricevuto le opere del maestro della pioggia e della neve, Utagawa Hiroshige. E mentre fuori tutto era ancora coperto di bianco, L'Amletico ha assistito alla rassegna in anteprima del grande artista giapponese di metà ottocento presso le Scuderie del Quirinale.

Il percorso espositivo è suddiviso in 10 sale, dove tematiche e contenuti delle 230 opere esposte variano, ruotano e ritornano nuovamente. Hiroshige si serve soprattutto della silografia policroma per esprimere a pieno la sua personalità, così riflessiva e attenta.



Le sue opere parlano di natura, di uccelli, di estesi paesaggi notturni, di bellezza, di momenti precisi ed impressi per sempre nella sua memoria visiva; di solennità, di straordinaria immaginazione, di teatro e di singolare umorismo. Sarà facile perdersi fra le pendici del monte Fuji, che fa spesso da sfondo alle sue numerose realizzazioni artistiche, da cui prende vita la serie Trentasei vedute del Monte Fuji, ritraendolo da vari punti di vista, in diversi periodi dell'anno. Possiamo vederlo appunto in lontananza ed imponente in "La vista del monte Fuji dal punto di Satta nella Baia di Suruga" (1858), dove in primo piano delle onde burrascose si agitano con forza levandosi verso il cielo.

Non mancheranno rappresentazioni di scene di vita quotidiana, close-ups e ritratti di donne giapponesi, come si vede in Beltà dopo il bagno (1848-1854). A metà percorso, nella quinta sala, sarà presente una parete con una citazione di Van Gogh, il quale provava un senso di grande ammirazione per l'arte di Utagawa Hiroshige. "E non è possibile studiare l'arte giapponese, credo, senza diventare molto più gai e felici, e senza tornare alla nostra natura nonostante la nostra educazione e il nostro lavoro nel mondo della convenzione", scrisse Vincent in Lettera a Theo.

Sempre in questa sala, si potranno contemplare opere raffiguranti pesci, fiori, piante e uccelli, quest'ultimi realizzati seguendo un formato verticale lungo e stretto, del tutto diverso.
Al secondo piano sono presenti produzioni a tema comico, basate su racconti classici o di eventi antichi.

Doveroso porre particolare attenzione alle 118 Vedute Famose di Edo, presenti nella settima e ottava sala con una serie di stampe che raffigurano posti bellissimi della città di Edo – poi ribattezzata Tokyo –, in cui emerge la vena nostalgica del linguaggio artistico di Utagawa. Inoltre, si potranno ammirare i dipinti su rotolo che raffigurano paesaggi dalle atmosfere eteree, che sfiorano l'onirico.

La mostra si conclude nella decima sala in cui è possibile sedersi e rilassarsi, ammirando alcune opere videoproiettate su dei grandi schermi a 360 gradi, accompagnate da una musica tipicamente giapponese. È così che volge al termine questo itinerario nel mondo fluttuante. Un'esperienza in cui il tempo si ferma e dà modo di riflettere, di capirlo, di apprezzare il suo lento scorrere: la vera natura delle cose.

Gradimento Autore: 9/10 (Disposizione: 8/10; Opere: 10/10; Percorso espositivo: 9/10)

Note: il percorso, soprattutto nella prima sala espositiva, era segnato da punti poco luminosi, in cui l'autore ritiene che l'illuminazione non sia stata ottimale.