Cranio Randagio: "Love & Feelings"

Anno: 2016

Genere: Rap; Hip Hop

Rasta, baffi quasi a manubrio, pizzetto, occhiali, piercing al labbro e un look “sui generis”; lontano dall’immaginario comune del rapper, Vittorio Andrei, in arte Cranio Randagio, ha portato una ventata di novità e freschezza nel panorama Rap italiano.

Dopo aver partecipato all’edizione di x-factor 2015, rientrato fra i primi 24 concorrenti e arrivato solo ad un passo dalla fase finale, lo scorso anno (il 18 marzo 2016), dopo tanta gavetta, è uscito il suo primo album “Love and Feelings”, siglato RugBeats Plus, etichetta nota a chi conosce la musica Rap romana, capitanata da Squarta Cali (storico componente dei Cor Veleno).

 Cranio Randagio e Squarta Cali; fra i due era nata un ottima collaborazione musicale e una grande amicizia.

Cranio Randagio e Squarta Cali; fra i due era nata un ottima collaborazione musicale e una grande amicizia.

Il titolo dell’album e la copertina dicono già molto dell’artista: “amore e sentimenti” sono i principali ingredienti del disco, pieno di rabbia e senso di rivalsa, di riscatto, di amore e tanto altro.

In copertina invece compare un putto, quello celebre della Madonna Sistina di Raffaello, che ha preso le sue sembianze, con l’aggiunta di rasta, occhiali e baffetti. Operazione di duchampiana memoria che denota intelligenza ed ironia.

 

Le tracce sono 7, e il disco si apre con “Vittorio come va?”, unico pezzo non rappato, ma cantato con l’accompagnamento di una bella melodia di chitarra acustica. Qui Cranio dimostra di avere anche delle buone capacità canore, ed una interessante vena cantautorale. In questa canzone chiede a sé stesso come stia, facendo una sorta di bilancio e punto della strada a cuore aperto.

La seconda traccia è “Doposci”, il pezzo più propriamente hip-hop del disco, sia dal punto di vista musicale che contenutistico: la canzone in maniera metaforica tratta il tema della droga, in particolare della cocaina, nell’ambiente milanese (dove Vittorio si era trasferito per studiare). Nonostante sia un tema fra i più trattati nell’ambito rap, riesce a non essere mai banale, usando metafore e non nominando mai la parola “cocaina” o “droga”.

La terza traccia è quella che dà il nome al disco, “Love & Feelings”, ed è l’unica che contenga un featuring, insieme al suo amico e concorrente di x-factor Davide Shorty, bellissima voce soul-rap siciliana.

Il video, girato in un tunnel del capolinea degli autobus, mostra Cranio ferito al cuore, che perde sangue a dismisura, eloquente metafora delle molte ferite riportate, mentre viene sorretto da Shorty (che si prese anche una febbre da cavallo a causa della corrente quella notte nel tunnel).

Segue “Petrolio”, il primo singolo estratto dal disco, decisamente il pezzo più importante e sentito da Cranio, dove ha messo tutto sé stesso, ed anche quello più ascoltato, con oltre quattro milioni di visualizzazioni su YouTube.

In questa traccia racconta la sua crescita e maturazione: “ho tolto i sassi dalle scarpe e levigato i calli, da Roma nord fino alle Ande diventando grande, ho fatto passi in queste lande degne dei giganti…”, e la sua voglia di fuggire, di volare via come un gabbiano, come urla con la sua voce graffiante nel ritornello: “io volerò, io volerò via, come un gabbiano pure se il petrolio mi pesa sul dorso smorzando la scia, io volerò via...”

Nella strofa finale si rivolge direttamente agli ascoltatori, con un monito di speranza ed un invito a lottare: «io ho qualcosa di importante da dovervi raccontare, nessun "non ce la farai" vale quanto un "non mollare».

La quinta traccia, “Il canale della manica”, parla dell’illusorietà della fama e della voglia di apparire; un testo sofferto, che Vittorio stesso diceva di aver scritto in macchina al ritorno da una sua serata dove tutti lo avevano toccato e spinto per farcisi una foto: “stringo mani a mostri che mi han visto in televisione, mi chiedono la foto, neanche sanno il mio nome, sta fama è un’illusione…”

Il “Clima cambierà” è invece un pezzo più ottimistico, come si intuisce già dal titolo; nel video si vede Cranio preso a rimuginare lanciando sassi in riva ad un lago, quando compare Squarta che lo aiuta a rialzarsi e lo accompagna in macchina. I due arrivano in una scuola elementare (la vecchia scuola di Vittorio) dove vengono accolti da un coro di bambini che cantano insieme il ritornello della canzone. L'ultima breve strofa sembra essere rivolta a quei bambini, e ad uno in particolare che gli assomiglia, che sta evidentemente a simboleggiare Vittorio bambino: “e tu dai sempre di più, anche se cadono i muri, prendi i mattoni e rimettili su, crescono fiori anche nelle paludi, quando nel petto non senti più niente, è lì che ti presto uno stereo, perché sta musica è un siero potente scaccia i fantasmi e riporta il sereno.”

Chiude l’album “P X V”, che sta per “perdere per vincere”, una metafora del suo percorso, lui che ha perso molto nella vita, per poi riscattarsi e vincere attraverso la musica, il suo siero, una medicina davvero potente che ha guarito in parte le sue molte cicatrici.

Purtroppo Vittorio ci ha lasciati lo scorso novembre, proprio quando il successo cominciava ad arridergli; la sua anima randagia si è spenta, consumata in una serata ancora avvolta nel mistero.

Il rammarico è grande, per un ragazzo così giovane, ma soprattutto per un artista così valido, con tante cose da raccontare, e tanto da poter ancora dare alla scena rap e musicale italiana.

Nell’ultimo progetto che ha realizzato, un featuring con Riccardo Inge in “Cosa resterà di noi”, Cranio irrompe nella canzone con la sua solita grande espressività (quella capacità di trasmettere anche solo dallo sguardo intensissimo), cantando, in maniera quasi profetica: “che cosa resterà di me quando l’inchiostro finirà?

Me lo domando oggi, a più di sette mesi dalla sua scomparsa, cosa resta di lui?

Restano le sue canzoni, dove c’è tutto Vittorio, la sua anima fragile che riportava su carta, raccontando le sue esperienze, le difficoltà affrontate, i lutti, le insicurezze, ma anche la forza di guardare avanti e la voglia di riscattarsi.

Alla fine, nonostante il peso del petrolio che gli smorzava la scia, è volato via, e con lui si è librata in cielo la sua voce graffiante, ma i suoi testi resteranno per tutti i randagi affezionati, e per chi lo conoscerà solo a posteriori. Come dicevano i romani:  verba volant, scripta manent.

Gradimento: 7/10

Tracce Consigliate: "Petrolio"; "Il Clima Cambierà"; "P X V"