"Borg McEnroe": vincitore del premio BNL alla Festa del Cinema di Roma

Regista: Janus Metz

Anno: 2017

Durata: 107m

Genere: Drammatico, Biografico, Sportivo

“Borg McEnroe”, dal 9 novembre in sala, si aggiudica il “Premio del Pubblico BNL” della dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, assegnato in base al voto degli spettatori (a partire dal 2014, infatti, il RFF non è più competitivo). Il regista Janus Metz si era già fatto notare per la direzione di un episodio della seconda stagione di “True Detective” e, in particolare, per il documentario "Armadillo", presentato a Cannes. Lo spirito documentarista, questa volta, viene miscelato agli accenti eroici dell’impresa sportiva, per ricostruire la rivalità tra i tennisti Bjorn Borg (Sverrir Gudnason) e John McEnroe (Shia Labeouf), che culminò nella finale di Wimbledon del 1980.

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La struttura dell’opera, che ricorda molto il “Rush” di Ron Howard, prende in esame le paure e le ambizioni dei due protagonisti, intercettando il groviglio delle loro esperienze passate e presenti. Borg e McEnroe sono tennisti estremamente diversi per costituzione fisica, modalità di gioco e temperamento; così come per Niki Lauda e James Hunt, questa dicotomia totale assume i toni di un vero e proprio scontro ideologico: da una parte l’algido e moderato paladino degli inglesi; dall’altra l’incarnazione più cruda di una America aggressiva e irriverente.

Gran parte del film, dunque, è funzionale all’analisi delle linee di confine tra i rivali e dei rispettivi punti di contatto. La rappresentazione delle somiglianze, ben associate da una fitta rete di flashback, è la tecnica primaria con cui il regista tenta di de-sacralizzare due figure apparentemente inconciliabili. Ciò nonostante la portata del match lo obbliga inevitabilmente a trattare la materia con un certo grado di solennità. Il risultato è la descrizione di due personaggi umani e al tempo stesso iconici, inseriti nel contesto spettacolare della loro ribalta sportiva. Proprio la luce dei riflettori gioca un ruolo primario sia nelle dinamiche tra gli atleti, che nella percezione popolare dell’evento, e Metz è abile nel far sentire costantemente la sua presenza. Persino nella presentazione dei personaggi, il regista adotta uno sguardo quasi da stampa scandalistica, attento a catturare manie, dettagli intimi, curiosità. L’accuratezza biografica e il sensazionalismo si integrano a vicenda e agiscono sul pubblico in maniera efficace, suscitando nostalgia negli spettatori contemporanei alla vicenda e interesse in quelli ignoranti lo svolgimento dei fatti.

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Shia LaBeouf, riccioluto e trasandato, è perfettamente credibile nei panni di un McEnroe costantemente in tensione: i momenti in cui scaglia il proprio vigore corporeo contro arbitri, giornalisti e avversari, sono i migliori del film; anche se, in termini di tempo, l’attenzione riservata a Borg è molto più ampia. È lui, IceBorg, che cattura anche l’ammirazione del regista, che definisce tutto ciò che non lo riguarda per contrasto o similitudine; il personaggio di McEnroe avrebbe meritato invece qualche approfondimento in più, in particolar modo nella rievocazione dei suoi ricordi d’infanzia, che risultano spesso sconnessi e decontestualizzati. Questo squilibrio, che nega una complessità omogenea in tutto il film, è un difetto che si aggiunge alla poca inventiva nel rappresentare la componente sportiva in sé, completamente sacrificata e slegata dal retroscena pubblico e personale dei personaggi, che a malapena si possono identificare come tennisti.

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Se infatti il cinema ha la prerogativa e la capacità di mettere in forma qualsiasi tipo di esperienza, le aspettative, riguardanti una buona trascrizione del tennis sul grande schermo, sono disattese. Metz non va oltre qualche inquadratura simmetrica del campo o un paio di ralenti plastici sul servizio (tra l’altro presenti esclusivamente nella parte finale), e il match conclusivo può trarre la propria potenza emotiva esclusivamente dal ritratto socio-psicologico precedentemente elaborato. “Borg McEnroe” è un’opera ben realizzata che, però, si aggiunge alla lista di quei film che non hanno sfruttato pienamente le potenzialità estetiche ed espressive del biopic sportivo.

Gradimento Autore: 6.5/10 (Interpretazione: 8/10; Regia: 5.5/10; Scenografia: 6/10)

Gradimento Amletico*: 6.9/10

Attori principali: Shia LaBeouf (John McEnroe); Sverrir Gudnason (Bjorn Borg); Lennart Bergelin (Stellan Skarsgard); Mariana Simionescu (Tuva Novotny)

Paese: Svezia, Danimarca, Finlandia

Produzione: Danish Film Institute, Nordisk Film, Swedish Film Institute, Finnish Film Foundation

Uscita nelle sale: 9 Novembre 2017

*Media tra gradimento del pubblico, critica e autore

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