L'Amletico

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"La Città della Pizza": Tre colori dell’Italia festante

Luogo: Roma, Via Guido Reni 7

Data: dal 31/03/2017 al 02/04/2017

Prezzo: Ingresso Gratuito

Pomodoro. Mozzarella. Basilico.

Tre odori dal profumo inebriante. Tre sapori dal gusto esaltante. Tre colori dell’Italia festante.

Un unico piatto: la pizza.

Il solo nome ci richiama: già pregustiamo il morbido impasto che seduce il nostro palato; il succulento sugo del pomodoro con il suo amabile sapore; e i fili della mozzarella che s’impigliano ovunque, catturandoci nella loro dolce ragnatela.

È il primo evento de “La città della pizza”, una manifestazione voluta per permettere ai maestri pizzaioli di tutta Italia (giovani e non) di promuovere il loro prodotto.

Non appena giunti a Via Guido Reni, da fuori già s'intravede un brulicare di persone, bramose di assaggiare il piatto ormai vanto del nostro paese. Per regolare il flusso all’interno degli ambienti dove i pizzaioli sfornano le loro pizze, l’accesso è scandito  dal personale all’entrata: quindi inizialmente occorre attendere qualche minuto prima di entrare.

Una volta varcato l’ingresso, si viene accolti nel punto informazioni, dove viene consegnato il menù delle diverse pizzerie presenti e dei tipi di pizze preparate; oltre al dépliant, viene distribuita una tessera ricaricabile, che costituisce il solo modo per acquistare all’interno del padiglione (evidentemente per evitare la circolazione del denaro – ma al contempo un evidente spreco di plastica). La ricarica minima è pari a 5€ e il costo delle pizze varia da un minimo di 4.50€ (quella a taglio) ad un massimo di 12€; per le bevande si deve invece pagare 1€ per l’acqua in bottiglia (il cui stand si trova però fuori dal padiglione) e 5€ per la birra.

Dopo aver inutilmente chiesto spiegazioni sul funzionamento della manifestazione, ci avviamo verso i diversi forni.

L’odore della pizza pervade le nostre narici e ci guida all’interno del padiglione.

A questo punto, vediamo lunghi serpentoni partire da ciascuno dei forni, formati dalle persone che attendono il proprio turno. Il tempo medio di attesa per i più gettonati è di mezz’ora, mentre in quelli meno affollati si impiega dieci minuti per ottenere la pizza.

L’idea di realizzare una vera e propria città in cui sono riunite alcune tra le migliori pizzerie d’Italia, e ove si può passare da un forno all’altro in un baleno, è stuzzicante e affascinante: un vero e proprio viaggio culinario attraverso i diversi modi di preparare la pizza.

Non è tuttavia prevista la possibilità di avere uno spicchio di ogni pizzeria, così da poter assaporare le differenze; si è invece costretti a mangiarne una intera. L’inconveniente si può superare: separandosi tra i diversi forni e dividendo poi la pizza (ma ciò è possibile solo se si è in molti, e indubbiamente non è molto comodo).

Anche i tavoli dove sedersi sono pochi rispetto al numero di persone presenti, così spesso si è costretti a mangiare in piedi, piegando la pizza. Proprio come accadeva una volta, nella Napoli delle pizze “piegate a portafoglio”: pizze ancora fumanti da mangiare in piedi, con il busto proteso in avanti per non imbrattare camicie e cravatte. Sempre però con il loro gusto unico e inconfondibile. D’altronde la pizza è e rimane un piatto del popolo, ma in grado di non sfigurare davanti al Re.